Il primo #sabatoallantheia non si scorda mai

logo

I sabati all’Antheia sono partiti, e si direbbe proprio con il piede giusto. Anzi con le mani giuste.

 

 

Già, perché sono state proprio le mani le protagoniste di questo primo appuntamento, andato in scena sabato 19 Ottobre nei locali del micronido in via Togliatti a Novellara. Le mani curiose, capaci, delicate, rispettose e indaffarate dei bambini e delle bambine che hanno partecipato ad un mini-corso di cucina.

03_1Mini per la durata, condensata in 2 ore di prove ed errori, di scoperte e divertimenti, di grande voglia di darsi da fare; mini anche per i destinatari, bambini dai 2 ai 6 anni (ma alcuni erano ancora più piccoli), che hanno trovato un vero e proprio laboratorio gastronomico a loro misura, con vaschette, taglieri, scodelle, impastatrici, rotelle dentate, matterelli e tanto altro in formato small.

All’inizio i piccoli hanno dimostrato qualche timore e timidezza, ma piano piano la loro curiosità ha rotto il ghiaccio, grazie anche all’aiuto dello staff. Dopo il graditissimo saluto di Marco Battini e Milena Saccani Vezzani (rispettivamente assessori alla scuola, cultura e sport e alle politiche giovanili del Comune di Novellara), ogni piccolo aspirante chef ha ricevuto grembiule e cappello, e prendendo posto vicino ai tavoli da lavoro allestiti, ha finalmente incontrato il cuore pulsante dell’intero laboratorio: gli ingredienti. Farina uova, zucca cotta, parmigiano reggiano, amaretti, pane grattugiato, spinaci e patate lesse hanno messo in movimento le idee ma soprattutto le mani dei partecipanti. Tortelli di zucca e polpette di spinaci erano i nostri obiettivi culinari. In pochi minuti, tutti i bambini erano all’opera, con ordine e concentrazione: la pazienza del reparto sbriciolamento amaretti è stata encomiabile, così come la dimestichezza e la precisione degli impastatori di ripieno.

 

Per non parlare della prestazione straordinaria degli addetti al matterello e alla sfoglia. 02_1Ogni gesto, ogni sguardo, ogni commento faceva pensare al fatto che per i bambini il tutto fosse estremamente divertente, ma anche estremamente serio. E qui noi grandi abbiamo imparato la prima lezione: per divertirsi e appassionarsi i nostri piccoli non hanno bisogno (per forza) di cose frivole, scanzonate e buffe, e nemmeno di attività mirabolanti e sensazionali. Bastano gesti semplici, in grado di coinvolgere i sensi, di scaldare le idee e le aspettative (chissà come sarà buono quello che sto preparando…), di attivare il gusto di stare insieme e di condividere esperienze. Tutti si davano una mano, senza gelosie o scontri.

Dopo aver fatto un po’ riposare l’impasto, il gruppo di mini cuochi si è spostato nell’angolo della sfoglia, dove grazie alle macchine tira-pasta ha prodotto lingue sottili e lunghissime, che i bambini hanno chiamato nei modi più stravaganti (serpenti, lingue di mucca, ecc…).

Successivamente si è passati al riempimento dei tortelli appena tagliati, tortelli più nelle intenzioni che nella forma, perché qui i bambini si sono proprio scatenati: nel chiudere la pasta infatti hanno dato vita alle forme più strane e fantasiose, senza però venir meno al compito più importante, quello di chiudere bene ogni pezzo affinché il ripieno non “scappasse” fuori.

Insieme ai bambini anche i genitori hanno dato il loro contributo: non possiamo giurarlo, ma crediamo di aver intravisto molti sorrisi e di aver percepito molta serenità anche da parte dei più grandi. Sarà stato l’aver condiviso un’esperienza non più così comune nelle proprie case, o forse la voglia di mettersi in gioco con i propri figli regalandosi un tempo di qualità difficile da ritagliarsi in altre situazioni. Comunque sia, la complicità intergenerazionale era palpabile. Ed ecco la lezione numero due: coinvolgersi a vicenda è un toccasana per le nostre relazioni, ed anche per la nostra salute psicologica. I bambini non chiedono intrattenimenti speciali per stare bene, chiedono relazioni, condivisioni, solidarietà, vicinanza.
Verso la fine della mattinata abbiamo anche trovato il tempo di impastare qualche polpetta di spinaci, perché, nonostante la stanchezza, il piacere di mettere le mani in pasta era davvero irrefrenabile.
Pochi minuti di gioco all’interno dello spazio del micronido Antheia hanno dato la possibilità a Donella e Antonella, conduttrici della mattinata, di confezionare un po’ di tortelli e polpette per ogni partecipante, da portare nelle proprie case e da cuocere, con una bellissima sorpresa finale: un diploma speciale per ogni bambino, corredato dalle ricette delle preparazioni realizzate.


06_1

 

 

 

 

 

 

 

 

C’è chi la sera stessa o il giorno dopo giura di aver assaggiato i risultati di tanto lavoro e, con l’acquolina in bocca, di aver già effettuato la prenotazione per il secondo appuntamento che si terrà a Novembre (a proposito, qui il calendario di tutti gli incontri). Non stentiamo a crederci. Perché al di là dei gusti personali, quello che è stato preparato in questa mattina ha acquistato davvero un sapore speciale, un sapore dato dagli ingredienti che ogni aspirante chef, piccolo e grande, ha messo di proprio pugno: l’entusiasmo di fare qualcosa di coinvolgente, la piacevolezza dello stare insieme, la bellezza e la profondità delle cose semplici della vita.